Cambiano
i tempi, cambiano i generali, cambiano le missioni. In
un Paese in cui molti preferiscono “lasciar perdere se non si ha un
tornaconto”, in cui si tende a cavalcare la tigre solo per
sfruttarne il riflesso mediatico, salvo poi abbandonarla non appena
il clamore si affievolisce, in cui i giovani sono considerati
“bamboccioni” e di un ricambio generazionale guai a chi solo
prova a nominarlo… beh, credo che un Paese cosi’ abbia
terribilmente bisogno di gente pronta a lottare, a tutti i livelli,
di gente realmente convinta delle proprie idee, insomma, di gente che
“ci crede”, per davvero. E, per come la vedo io, questo è
un Paese che ha bisogno di una destra che torni finalmente ad essere
tale, senza timori riverenziali, senza quella paura della propria
ombra che, via via, l’ha snaturata e annacquata, una destra che
abbia il coraggio di dettare l’agenda politica con temi che ha
marchiati a fuoco nel suo dna e che nell’ultimo decennio si è
fatta scippare proprio dagli alleati. Qualche esempio? La Repubblica
Presidenziale, cavallo di battaglia di Almirante e del suo Msi, che
fine ha fatto? Senza dover andare oltreoceano, l’esempio migliore
di Presidenzialismo è sicuramente quello francese, quello che
ha consentito ad un uomo di destra (Sarkozy) e ad una donna di
sinistra (la Royal) di contendersi l’Eliseo senza essere costretti
a fare alleanze strambe ma, chissà perché, il “doppio
turno alla francese” per la destra nostrana è da sempre
tabu’. Altro argomento su cui, quando si chiacchera sono tutti
d’accordo ma che “guai a parlarne in pubblico” è la
riapertura delle cosiddette “case chiuse”. E’ di qualche
settimana fa un sondaggio del Tg5, al quale il 98% degli intervistati
si è detto favorevole alla loro riapertura! Ma perché
nessun politico ne parla? Eppure sarebbe l’unica soluzione logica
ad un problema altrimenti irrisolvibile ma… “in Italia abbiamo il
Vaticano, non si puo’ fare”, dicono. Parliamo d’immigrazione,
un problema assai delicato e quanto mai d’attualità, che
richiede, da una parte, leggi chiare che siano in grado di fornire
strumenti concreti alle Forze dell’Ordine e, dall’altra, una
politica per l’integrazione che preveda paletti ben definiti. A
questo proposito trovo assai interessante la proposta di Magdi Allam
per l’istituzione di un ministero ad hoc che, se ben guidato,
consentirebbe l’avvio di un’azione politica in grado di fare
terra bruciata attorno ai fondamentalisti. Come vedete i temi sono
tali e tanti che sarebbe riduttivo e semplicistico affrontarli cosi’,
per sommi capi, cio’ che è necessario fare oggi è
rimettere in moto il motore della discussione e della militanza, che
per troppo tempo è stato tenuto spento. Dobbiamo, quindi,
uscire dal torpore e tornare nelle piazze al fianco della gente e
riconquistarne la fiducia, dobbiamo tornare nelle federazioni a
discutere di politica e non di poltrone o di massimi sistemi,
dobbiamo tornare a metterci cuore e passione, come solo noi siamo
capaci di fare perché la nostra è una storia, una
tradizione, fatta soprattutto di questo, di cuore e passione.
Torniamo ad essere orgogliosi e fieri di noi stessi e di cio’ che
rappresentiamo, torniamo ad avere quell’entusiasmo che è
stato in grado di contagiare milioni e milioni d’italiani, torniamo
a combattere per le nostre idee, per la nostra gente, per la nostra
Patria. Personalmente ho capito molte cose dalla mia sconfitta alle
scorse elezioni comunali: un’esperienza che, seppur negativa, mi ha
insegnato tantissimo e dalla quale, con molta umiltà e con
altrettanto entusiasmo, ho intenzione di ripartire per dare il mio
modesto contributo al dibattito interno al nostro Partito. Per
questo, d’ora in poi, usero’ il mio sito internet, per dire la
mia e dare spazio a chiunque voglia contribuire in maniera
costruttiva ad alimentare un dibattito cosi’ importante ed
affascinante.